Politiche di asilo fondate sulla dignità della persona

22 GIUGNO 2016  

Mercoledì pomeriggio, giornata di "mini-plenaria" al Parlamento europeo di Bruxelles. La giornata è stata anche l'occasione per un incontro, da me promosso, dal titolo "Rifugiati e dignità umana".

All'incontro hanno partecipato, oltre a molti colleghi eurodeputati, Shannon Pfohman (Director for Policy and Advocacy, Caritas Europa), Thomas Müller (Persecution analyst World Watch Unit, Open Door International), Barbara Winn-Hagelstam (Blogger e volontaria nel campo per rifugiati di Idomeni, in Grecia), Michal Gondek (Policy Officer, all'Unità C.3 "Asilo", DG Home, Commissione europea).

Questo il testo del mio intervento:

Cari ospiti, Cari colleghi,

Vi sono particolarmente grato per la vostra presenza, a riconoscimento di quanto sia importante il tema dei rifugiati e migranti che arrivano in Europa, e delle sofferenze che come esseri umani sopportano nei Paesi da cui fuggono, ma purtroppo anche nella nostra Unione.

L'Unione europea si trova ad affrontare un flusso migratorio senza precedenti: decine di migliaia di rifugiati e migranti fuggono con ogni mezzo guerra e povertà nei loro Paesi d'origine in cerca, in Europa, di un futuro migliore.

Per questo ho ritenuto importante una riflessione su quella che oggi è una delle principali sfide per l’Unione europea, attraverso un incontro, un dibattito il cui punto focale non fosse - non solo, quantomeno - il quadro legale delle politiche di asilo e di ricollocamento, la gestione delle frontiere esterne dell’UE, o la cooperazione e gli aiuti allo sviluppo diretti verso paesi terzi; bensì come questi strumenti vadano necessariamente concepiti e compresi in un’ottica che abbia come primario interesse la dignità della persona.

Se la nostra riflessione e la nostra azione politica non si fondano sulla dimensione della dignità umana, l’Europa perde sé stessa. Una riflessione e un’azione politica che, europea, va svolta per sua natura - ribadiamolo - sia nelle istituzioni sovranazionali, sia in quelle nazionali e locali.

Come si vede in altri dibattiti, se perdiamo di vista i nostri valori fondanti - anche ampiamente ispirati alla tradizione cristiana, non vergogniamoci! - l’Unione europea diventa una mera questione di interessi egoistici, animati da spirito nazionalistico e prevalentemente economici. Ben lontano, mi pare, dal sogno europeo di pace e di unità dei nostri Padri Fondatori.

Insieme al collega Belder e al Sig. Van Doesburg, che ringrazio per l’ottimo lavoro organizzativo svolto assieme al mio ufficio, abbiamo pensato questo momento di riflessione e approfondimento portando l’approccio di attori diversi – deputati europei, organizzazioni della società civile come CARITAS EUROPA e Open Doors, volontari, la Commissione europea - che operano, ognuno con la propria competenza e sensibilità ed esperienza, e alla luce dei valori che sono loro propri, per rispondere a questa sfida che è umana, prima ancora che politica.

Non mi dilungo ulteriormente, per lasciare spazio alle testimonianze e al dibattito. Lasciatemi solo concludere con il messaggio di Papa Francesco in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato nel 2014, che significativamente portava come sottotitolo “Migranti e rifugiati: verso un mondo migliore”: “Penso a come anche la Santa Famiglia di Nazareth abbia vissuto l’esperienza del rifiuto all’inizio del suo cammino (…) Gesù, Maria e Giuseppe hanno sperimentato che cosa significhi lasciare la propria terra ed essere migranti: minacciati (dalla sete di potere di Erode), furono costretti a fuggire e a rifugiarsi in Egitto …”

Papa Francesco, nel suo messaggio, in tono così realistico, oggettivo descrive ciò che tuttora sta avvenendo, sottolineando la tutela e la promozione della dignità e della centralità di ogni essere umano, contrapposti al rifiuto, alla discriminazione, ai traffici dello sfruttamento. E orienta, non ingenuamente e non irenicamente, alla ricerca di soluzioni che, poggiando su uno sviluppo autentico e integrale, perseguono condizioni di vita dignitosa per le singole persone e per le loro famiglie.