Brescia eccellenza e bellezza d'Italia

Sabato 27 maggio Brescia sarà protagonista della giornata dedicata al Bello dell’Italia, organizzata dal Corriere della Sera, per valorizzare le città italiane più belle.

Si tratta di un giusto riconoscimento per Brescia che, soprattutto in questi ultimi anni, sta vivendo un vero e proprio “rinascimento culturale” sia per quanto riguarda eventi di importanza nazionale, ad esempio la “Festa dell’Opera”, che di valorizzazione del proprio vasto patrimonio monumentale. Ne è prova il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Unesco del complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia e dell’area archeologica del Capitolium, che grazie all’impegno delle Istituzioni e al lavoro della Fondazione Brescia Musei, sono diventati, non solo parte integrante della vita della città, ma via via assurgono ad emblema della Brescia di oggi.

Venendo al focus del dibattito, che si terrà al PalaBrescia, esso si concentrerà in primo luogo sul tema della tutela del patrimonio culturale.

Da questo punto di vista, la voce “tutela” ha un valore di straordinaria importanza nella Commissione Cultura del Parlamento Europeo, come testimoniato dal lavoro costante che stiamo portando avanti per la promozione, tutela e salvaguardia del patrimonio culturale europeo. Lavoro che ha portato alla recente approvazione dell’iniziativa per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 e alla proposta di istituzione dei Caschi Blu della Cultura, prendendo a modello il recente accordo tra governo italiano e UNESCO.

Tutelare il patrimonio culturale ha infatti un valore duplice. Da un lato, significa promuoverlo, conservarlo, diffonderlo e farlo conoscere. Da questo punto di vista, l’iniziativa sull’Anno del Patrimonio Culturale, di cui mi sono occupato in prima persona per il gruppo S&D, prevede uno stanziamento di 8 milioni (uno nel 2017, già erogato, e 7 nel 2018), destinati ad una serie di azioni ed eventi per la valorizzazione del Patrimonio europeo nel 2018.

Dall’altro lato, tutelare il patrimonio significa proteggerlo da criminalità, piccola od organizzata, e da terrorismo. L’Italia, purtroppo, è vittima per eccellenza di furti del proprio patrimonio culturale: vi è un vero e proprio business legato a criminalità organizzata, sia locale sia proveniente da altri stati dell’UE. Oltre al traffico di opere d’arte “nostrane”, vi è quello di opere provenienti dalla Libia e dal vicino Medio Oriente, e che vede il pericoloso connubio tra ISIS, mafia russa e criminalità organizzata, come la ‘ndrangheta, e che è quanto mai preoccupante.

È proprio nel tentativo di individuare soluzioni, coordinate a livello europeo, per prevenire la radicalizzazione di questi traffici, che la Commissione Cultura ha approvato lo scorso anno una proposta di risoluzione ad hoc che va in questa direzione.

Ovviamente, questo percorso richiede anche un’integrazione e cooperazione europea tra le forze dell’ordine, scambi di vedute sulle misure di sicurezza nei siti archeologici. Sotto questo aspetto, si può dire, che qualcosa si muove, ma non è ancora abbastanza.

Per questo, parlamentari europei della Commissione cultura, stiamo chiedendo una task force per i caschi blu della cultura, prendendo a modello l’esempio italiano. Premesso che il coordinamento orizzontale e una condivisione delle migliori pratiche dovrebbe essere un modus operandi in tutti i campi e settori tra gli stati dell’UE, in materia di sicurezza e coordinamento tra le forze dell’ordine, la questione sull’operatività è più che mai attuale, per motivi gravissimi noti.

Tanto più in materia di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale, avere uno strumento predefinito di cui l’Unione europea si dota per intervenire con degli standard base è quanto mai necessario.

Come detto prima, la tutela del patrimonio culturale passa dalla sua conservazione e promozione. Di fondamentale importanza quindi l’iniziativa per valorizzare i siti UNESCO e quelli che hanno ottenuto il marchio del patrimonio culturale europeo, ma altrettanto decisivo è il coordinamento europeo per la protezione del patrimonio culturale da criminalità organizzata e terrorismo.