Unione Economica e Monetaria Un passo avanti nel rafforzamento dell'Eurozona ma serve superare le timidezze

In data 31 maggio 2017 la Commissione europea ha pubblicato un documento di riflessione sul completamento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) che si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro dell’Europa.

Ad una prima lettura le raccomandazioni espresse appaiono in linea con quanto già proposto dal Governo italiano e dal gruppo dei Socialisti e Democratici negli ultimi anni, sebbene questo documento, nella necessità di compromesso tra posizioni differenti che persistono tra gli Stati membri, mostri qualche timidezza.

Negli anni della crisi, l’Eurozona si è rivelata spesso essere un’Unione solo “monetaria” e poco “economica”, talvolta priva della necessaria capacità di attuare politiche sociali e fiscali, se non comuni, quantomeno coordinate a livello comunitario.

L’attuazione di queste politiche richiede, evidentemente, anche un bilancio comune - caratteristica fondante di ogni unione economica di tipo federale, qual è l’Eurozona - e la legittimità democratica di perseguire e finanziare obiettivi politici comuni. Si pone allora il tema del finanziamento di questo bilancio comune dell’Eurozona, sul quale la Commissione pubblicherà un documento alla fine del prossimo giugno: tra le opzioni vi è quella di stabilire delle vere “risorse proprie”, tema di cui mi sto occupando direttamente in quanto relatore di un documento della Commissione affari economici e monetari.

Con il documento pubblicato oggi, al di là di alcuni limiti sopra evidenziati, la Commissione assolve al suo compito di fornire un punto di partenza per una seria ed approfondita discussione sul completamento dell’UEM, tracciando un percorso di breve e medio termine. Sta ora agli Stati membri raccogliere questa sfida con la necessaria ambizione, senza rinchiudersi in egoismi nazionali.

È necessario superare la struttura attuale dell’UEM, basata solo su uno schema di regole prettamente “contabili”, per arrivare ad una struttura basata su istituzioni comuni che abbiano la legittimità e i mezzi per attuare politiche nell’interesse di tutti i cittadini europei. Nel sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, non è possibile sfuggire alla sfida cruciale che si pone dinanzi a tutti i cittadini europei: il rafforzamento dell’UEM, primo passo per l’Unione politica dell’Europa.

 

NOTA:

La Commissione europea ha pubblicato oggi [31 maggio, ndr] il documento di riflessione sull’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria, che si inserisce nel percorso di discussione sul futuro dell’Europa lanciato con il “Libro bianco sul futuro dell’Europa” pubblicato a Marzo 2017, poco prima del 60° anniversario dei Trattati di Roma.

Il Parlamento aveva già adottato una propria posizione a febbraio 2017, con l’approvazione delle relazioni Bresso-Brok, Berès-Böge e Verhofstadt sul pieno utilizzo dei meccanismi esistenti nei trattati e sulle possibilità di riforma, in particolare per il rafforzamento dell’Unione Economica e Monetaria.

Le principali proposte contenute nel documento sono:

  • La creazione di uno strumento di finanza pubblica europea a rischio zero - denominato “Titolo sicuro europeo” - costituito a partire dai titoli pubblici di tutti i paesi europei, che permetterebbe di porre freno alla speculazione sui debiti pubblici nazionali;
  • L’introduzione di un meccanismo di “riassicurazione” per la disoccupazione, con l’obiettivo di prevenire un peso eccessivo delle misure di sostegno per il mercato del lavoro nei conti pubblici nazionali;
  • La creazione di uno schema di protezione degli investimenti, che mantenga il livello degli investimenti pubblici in caso di crisi economica;
  • Il completamento dell’Unione bancaria, anche con la creazione di una vera assicurazione europea sui depositi e di un meccanismo di sostegno fiscale per il Meccanismo unico di risoluzione;
  • Il completamento dell’Unione dei mercati di capitali e una revisione delle agenzie di supervisione a livello europeo;
  • Una riforma del governo dell’Eurozona, per esempio formalizzando la figura del Presidente dell’Eurogruppo come figura terza, al contempo parte della Commissione europea e del Consiglio. Una sorta di Ministro delle Finanze europeo, con un ruolo simile a quello svolto oggi dall’Alto Rappresentante Federica Mogherini per la politica estera europea;
  • Un vero bilancio dell’Eurozona, che passi da una riforma del Meccanismo europeo di stabilità (il “Fondo salva-Stati”), per tramutarlo in un Fondo monetario europeo integrato nel perimetro comunitario, e un fondo per gli imprevisti (in inglese, “rainy-day fund”), da costituire durante le fasi positive del ciclo economico per essere mobilizzato quando necessario.

 

Documenti della Commissione europea:

Comunicato stampa della Commissione europea con gli elementi principali del documento di riflessione sull’approfondimento dell’UEM.

Il documento di riflessione sull’approfondimento dell’UEM in francese e in inglese.

Un calendario di massima per le iniziative previste nel documento.