Aliquote IVA un passo avanti l'equiparazione tra e-book e libri cartacei Un libro è un libro

1 GIUGNO 2017

Con 590 voti a favore, 8 contrari e 10 astenuti, oggi il Parlamento Europeo ha votato e approvato, quasi all’unanimità, la propria posizione contro la disparità di trattamento tra le pubblicazioni in formato cartaceo e digitale. Un passo avanti importante e atteso da tempo.

Come membro della Commissione Affari Economici e Monetari e relatore per il gruppo S&D in Commissione Cultura ed Educazione, ho seguito da vicino tutto l’iter che ha portato alla votazione di oggi. Siamo partiti con un’idea forte e condivisa: porre fine al divario tra le aliquote IVA delle pubblicazioni elettroniche, oggi imponibili al 15% minimo, e quelle in formato cartaceo che invece, godono di un più adeguato trattamento del 5% o inferiore.

Come ribadito più volte dal Governo italiano, che già nella legge di stabilità del 2015 aveva approvato l’abbattimento dell’IVA sugli e-book dal 22% al 4%, e dal ministro Dario Franceschini, l’equiparazione tra l’Iva sui libri digitali a quelli su formato cartaceo è una scelta di civiltà. Un libro è un libro, a prescindere da quale sia il formato in cui è composto o attraverso il quale viene venduto. L’equiparazione tra aliquote IVA restituisce un diritto ai lettori europei e riconosce l’importanza di stare al passo del processo di digitalizzazione, in cui l’UE deve essere protagonista. Inoltre, l’applicazione di tariffe ridotte dell’IVA per libri, giornali e periodici, in formato digitale potrà costituire un’opportunità per gli editori, per dipendere meno dalla pubblicità, oggi fonte principale di entrate.

Per concludere, vorrei mettere l’accento su due proposte che emergono dalla posizione del Parlamento. La prima è che i proventi ottenuti allineando le aliquote IVA dei testi cartacei e di quelli elettronici, siano reinvestiti per garantire la crescita del settore della cultura. La seconda è che nel quadro di revisione dell’imposizione IVA su supporti cartacei ed elettronici, un’attenzione particolare sia rivolta all’accesso a tali contenuti da parte delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa.

L’auspicio ora è che il Consiglio, responsabile in materia fiscale, faccia propria la posizione del Parlamento, affinché si arrivi al più presto all’approvazione della Direttiva.