L'Europa prenda una posizione netta e adotti misure concrete per contrastare l'abuso sessuale dei minori e la pornografia minorile

29 GIUGNO 2017

Oggi, in commissione Cultura ed Educazione al Parlamento Europeo, si è votato il parere sull'attuazione della direttiva del 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.

Tanto è stato fatto per far fronte a questi drammatici problemi: si pensi al prezioso ruolo svolto in Italia dalla Polizia postale e a livello internazionale da Europol, ma tanto resta ancora da fare.

Proteggere i bambini da qualsiasi forma di violenza e dall’esposizione a contenuti che possono danneggiare la loro integrità e il loro sviluppo morale, fisico e psicologico è una priorità per il Parlamento Europeo.

Lo sviluppo tecnologico, l’estensione capillare della rete, nonché l’estrema accessibilità di contenuti non protetti da vincoli, hanno aumentato e aggravato l’esposizione dei minori a materiali altamente offensivi.

Non solo, la facilità e velocità con cui vengono messe in rete immagini o video di carattere pedopornografico è un fenomeno in costante espansione, caratterizzato, purtroppo, da una generale e preoccupante diminuzione dell’età media delle vittime.

Per queste ragioni, sono lieto che i miei suggerimenti siano stati adottati dalla Commissione cultura, in particolare quelli che sottolineano la necessità di un maggiore coinvolgimento delle associazioni dei genitori affiancandoli nel loro primario ruolo educativo anche con strumenti concreti come la crittografia o il controllo parentale di default, che possano concretamente prevenire l’accesso a determinati contenuti da parte dei minori.

Oltre a queste misure di prevenzione, fondamentale lo scambio di informazioni regolare tra Stati Membri scambino relativamente alle condanne e alle misure interdittive tratte dai casellari giudiziari nazionali sugli autori di reati sessuali contro i minori, in modo da impedire loro di spostarsi inosservati da uno Stato membro all'altro.

Infine, è prioritario fornire un’attenzione speciale alle giovani vittime di abusi prevedendo un’assistenza specifica, supporto psicologico adattato alla loro età e, soprattutto, un sistema giudiziario che sia veramente “a misura di bambino”, che eviti una possibile vittimizzazione secondaria del minore.

L’auspicio è che queste raccomandazioni siano ora fatte proprie dalla Commissione giustizia e da tutto il Parlamento europeo, e si traducano in concrete misure legislative.