LUGLIO 2017 - PLENARIA STRASBURGO

07 LUGLIO 2017

Come sempre, grande spazio per i dibattiti sulle questioni di indirizzo generale e programmazione dell’agenda dell’UE, durante la Plenaria di Strasburgo. Al centro, ovviamente, la relazione del nuovo Presidente estone del Consiglio dell’UE Ratas, che subentra a quello maltese, cui è andato e va il nostro ringraziamento per l’impegno su due questioni di grande importanza: la sfida per un’Europa Sociale e la crisi migratoria.

In particolare, riguardo le criticità della situazione migratoria, il dibattito parlamentare è stato come sempre molto serrato. Alla luce degli esiti non positivi dell’ultimo Consiglio europeo e in vista del G20 in corso ad Amburgo, il Parlamento ha messo sul tavolo la questione migratoria e, in particolare, la delegazione italiana del PD, ha manifestato pubblicamente - raccogliendo il sostegno dei colleghi S&D francesi, spagnoli e di altri Stati Membri - affinché i Capi di Stato finalmente arrivino ad una soluzione condivisa e solidale, sulla base del criterio che ogni Stato dell’Ue faccia la propria parte .

La settimana di Strasburgo è stata contrassegnata da un altro grande tema su cui il sottoscritto, insieme alla collega Silvia Costa, ha posto un particolare impegno, ossia la cultura. Il Parlamento ha infatti votato la risoluzione per una strategia europea per le relazioni culturali internazionali.

Sostenere la cultura come motore per lo sviluppo economico e sociale, promuovere il dialogo interculturale per relazioni pacifiche e rafforzare la cooperazione sul patrimonio culturale, devono essere riconosciuti obiettivi primari per l’UE. Elaborare una strategia comune sulle relazioni culturali internazionali è perciò un obiettivo di grande importanza, al fine di promuovere i valori europei e il nostro savoir-faire all’estero come strumenti di “soft power”. Con la risoluzione votata mercoledì si definisce per la prima volta una proposta concreta che include programmi mirati, strumenti concreti, il rafforzamento della dimensione internazionale dei programmi Erasmus+, Europa Creativa, Europa dei Cittadini, Horizon 2020 e Cosme, e la previsione, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, di una linea di bilancio dedicata a sostegno delle relazioni culturali internazionali.

Altra importante conquista di questa sessione plenaria del Parlamento è la risoluzione per l’attuazione del Trattato internazionale di Marrakech, con cui l’Unione europea ha finalmente dato una risposta concreta al grave problema della “carestia di libri” che tocca ben 285 milioni di persone nel mondo affette da disabilità visive e più di 26.000.000 di cittadini europei.

Grazie a queste nuove regole, che in qualità di relatore ombra per il Gruppo S&D ho seguito in Commissione, siamo riusciti ad arrivare ad un testo che concilia, con equilibrio, il diritto alla cultura e la proprietà intellettuale, definendo un’eccezione obbligatoria alle regole sul diritto d’autore.

A seguito della votazione ampiamente positiva sui provvedimenti, le persone non vedenti o con disabilità visive potranno ora, finalmente, avere ampio accesso a libri, quotidiani, riviste e altri materiali in formati quali Braille, audiolibri e stampa a caratteri ingranditi, sarà agevolata la produzione di questi specifici materiali e facilitata la circolazione transfrontaliera anche con i Paesi terzi.

Chiudo con un’ultima nota: sempre questa settimana la Commissione Europea, attraverso l'Osservatorio della cultura e della creatività urbana, ha presentato la lista delle città culturali e creative. L'Osservatorio mostra che la città europea culturale e creativa "ideale" è l'esito di un mix delle città che registrano i migliori risultati per i seguenti indicatori: l'attrattiva e la partecipazione culturale nonché i posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza, la proprietà intellettuale e l'innovazione, i nuovi posti di lavoro nei settori creativi, il capitale umano e l'istruzione, l'apertura, la tolleranza e la fiducia, le connessioni locali e internazionali, la qualità della governance. In questa ambiziosa classifica spicca Milano quale modello di eccellenza nella categoria “grandi centri urbani”. Si tratta, per il capoluogo lombardo, di un altro grande riconoscimento dopo la nomina a città ospitante la prossima Biennale Europea della Cultura.

Un modello, quello milanese, che va sostenuto, supportato ed “esportato”, e che dimostra come investire nella cultura sia un valore, che comporta solidarietà, integrazione, bellezza, oltre che ricchezza e prosperità. Non va sottovalutato anche il beneficio economico che, come dimostrano i dati dell’Osservatorio, deriva proprio dall’essere parte di questa classifica