Completamente d'accordo con la proposta del Commissario Pierre Moscovici

13 LUGLIO 2017

Oggi, il Commissario europeo Pierre Moscovici ha presentato una proposta di Regolamento per un’azione concreta di contrasto al commercio illecito e al saccheggio dei beni culturali nei paesi terzi, che vengono importati in Europa. È una buona notizia che va nella direzione auspicata dal Parlamento, indicata in una apposita risoluzione congiunta del 2015 di cui sono stato co-firmatario.

Negli ultimi anni, una serie crescente di crimini contro il patrimonio culturale mondiale sono stati perpetrati ad opera di gruppi criminali e terroristi in non poche zone del mondo. Un’attività strettamente collegata al commercio illegale di opere d’arte, sculture e artefatti archeologici, fonti di finanziamento più redditizie per organizzazioni terroriste, ISIS compresa, che esportano gli oggetti anche, se non soprattutto, nel mercato Europeo.

L’UE ha risposto all’appello del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, proibendo l’importazione di opere d’arte dalla Siria e dall’Iraq. Ciononostante, mancava un regolamento europeo generale sull’import di opere d’arte da paesi terzi.

Con la proposta di Regolamento di oggi, la Commissione si pone tre obiettivi. Limitare le risorse di finanziamento per le organizzazioni terroriste. Rafforzare le autorità di dogana con mezzi e strumenti per l’individuazione e la confisca di beni quando non si dimostra la provenienza legale delle merci. Proteggere il patrimonio culturale mondiale.

Quattro le azioni indicate. Una nuova definizione comune europea di “beni culturali” importati, che copre una vasta gamma di merci, inclusi i reperti archeologici, gli antichi rotoli, i resti di monumenti storici, opere d’arte, collezioni e oggetti di antiquariato, con più di 250 anni di storia al momento dell’importazione. L’introduzione di un nuovo sistema di licenze per coloro che vogliono ottenere la possibilità dalle autorità competenti di importare beni in UE. Il potere delle autorità doganali di trattenere e confiscare opere ogniqualvolta non viene dimostrato che il bene in questione non è stato esportato legalmente.

Si tratta di una decisione che vede importanti elementi di concretezza.

Come relatore per il gruppo S&D sull’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, ritengo la decisione di protezione del patrimonio culturale mondiale una grande scelta di civiltà.