SETTEMBRE 2017 - PLENARIA STRASBURGO

Questa di settembre è una sessione Plenaria che riaccende i riflettori sul lavoro dell'UE, partendo dal discorso del Presidente della Commissione sullo Stato dell'Unione nella seconda parte del mandato, sino alle misure che il parlamento vota e valuta durante l'attività a Strasburgo.

Riguardo il discorso sullo stato dell'Unione Europea, non posso che essere d’accordo con il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker allorché sottolinea che oggi un rinnovato sentimento pro-europeo si è diffuso in tutta Europa e sta aprendo la strada a riforme ambiziose, impensabili solo un anno fa.

Questa opportunità va colta per riformare l’UE e rilanciare l'unità europea, utilizzando appieno le possibilità già previste dai Trattati, nonché preparandone i necessari cambiamenti. Dopo la riflessione è il momento di agire, fondandoli anche su accordi commerciali più equilibrati puntando all'ambiziosa visione di un'Unione europea che persegua una maggiore integrazione, una più compiuta Democrazia realmente fondata sullo Stato di Diritto, sulla giustizia sociale e apertura globale.

Nel quadro di una politica estera che veda l’UE svolgere un ruolo di primo piano e nell'ottica di  proteggere la nostra sicurezza collettiva, accolgo con particolare favore le proposte di Juncker per il rilancio dell'eurozona e della democrazia europea, nonché il sostegno anche ad un'Unione europea della difesa operativa entro il 2025.

Non a caso il Presidente ha ringraziato l’Italia per la generosità con cui ha affrontato il tema dei migranti e dei rifugiati. “L’Italia nel Mediterraneo salva l’onore dell’Europa”, sono state le parole di Juncker seguite dall'invito alla revisione del Regolamento di Dublino. Il meccanismo di ricollocazione dei rifugiati accanto alla sentenza della Corte di Giustizia Europea rappresenta rappresenta non soltanto un obbligo giuridico, ma un fondamentale riscimento della solidarietà tra i popoli come valore fondante della nostra Unione Europea.

In ambito economico, partendo dal rafforzamento della produzione industriale capace di tutelare e rilanciare crescita e occupazione, la proposta è istituire un Fondo monetario europeo gestito dal Ministro europeo dell'Economia e delle Finanze (che sia Vicepresidente della Commissione europea e Presidente dell'Eurogruppo) che sia responsabile direttamente verso il Parlamento abbandonando la formula di organismo intergovernativo. 

Al fine di sostenere la convergenza economica nell'area euro si costituirebbe inoltre un bilancio specifico dell’Eurozona, finanziato con risorse proprie, da utilizzare per investimenti e garanzie sui depositi bancari oltre che su una "assicurazione" europea contro la disoccupazione.

Questa scelta rafforzerebbe la governance dell'area euro, facilitando le riforme strutturali e sostenendo la convergenza delle economie a livello nazionale. 

Il rafforzamento del tessuto socio-economico europeo necessita anche di iniziative in campo prettamente sociale. Come il Presidente Juncker, ritengo che gli Stati membri debbano con urgenza accordarsi su un Pilastro europeo dei diritti sociali: non ci possono essere lavoratori di seconda classe all’interno dell’Unione. La libera circolazione delle persone deve garantire a parità di lavoro, parità di salario.

Senza la pretesa di aver delineato il quadro complessivo, per il quale rimando alla lettura del testo integrale dell’intervento, perché l’Europa raggiunga il suo pieno potenziale serviranno, in taluni casi, cambiamenti radicali nella struttura istituzionale e democratica dell'UE, anche attraverso modifiche dei trattati. Aspetto non secondario è che le interessanti e condivisibili proposte del Presidente si potranno realizzare soltanto con il coinvolgimento e il sostegno convinto dei cittadini europei.

Riguardo i temi trattati durante la Sessione, l'approvazione dello stanziamento per le zone terremotate di 1,2 miliardi attraverso il Fondo di Solidarietà dell'UE (FSUE) è un altro importante tassello degli aiuti diretti alla ricostruzione delle regioni italiane così duramente colpite dal terremoto dall'agosto 2016 ad oggi.

I Trent'anni del programma Erasmus+ richiedono una riflessione e un bilancio su questo progetto così importante per l'identità dei giovani cittadini europei. Per il futuro di E+ ho proposto in Plenaria che il bilancio venga decuplicato, così da aumentare l'accesso al programma di scambi per agevolare la partecipazione di un maggior numero di cittadini europei.

Infine da sottolineare il nuovo stanziamento per l'iniziativa per l'occupazione giovanile YEI di 500 milioni di €uro per contrastare il dilagante fenomeno NEET.