AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA APERTURA AL LIBERO SCAMBIO NELLA TUTELA DELLE TIPICITà EUROPEE

05 ottobre 2017

La riunione interparlamentare con i rappresentanti delle delegazioni di Australia e Nuova Zelanda svoltasi durante la seduta plenaria del PE, ha posto al centro del dibattito la proposta di apertura dei trattati di libero commercio tra l’Unione Europea e questi due partner del Pacifico.

L’importanza di avviare negoziati per un nuovi accordi di partnership, già sottolineata con convinzione dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker durante il discorso sullo stato dell’Unione dello scorso settembre, si pone, nell’attuale contesto di moderata ripresa economica, come segnale di una ritrovata fiducia all’apertura commerciale. Un clima positivo, in cui l’implementazione dell’agenda commerciale europea rappresenta un segnale politico rilevante.

A tale proposito, come eurodeputato membro della delegazione che cura i rapporti con Australia e Nuova Zelanda, sono convinto che un accordo equilibrato basato sulla reciprocità rappresenti una grande opportunità per le imprese europee, australiane e neozelandesi; opportunità non soltanto in termini di profitto, ma soprattutto occupazionali.

Ciononostante, è importante che nel processo di negoziazione dei trattati di libero scambio si tenga in forte considerazione che il processo di integrazione e apertura commerciale avvenga nel pieno rispetto e tutela dei settori produttivi di ciascuno degli Stati contraenti.

L’apertura dei mercati non deve quindi trasformarsi in concorrenza al ribasso. A tale proposito, è fondamentale, partendo dal sistema di tutela delle indicazioni geografiche europee, salvaguardare la specificità di alcuni settori sensibili del mercato interno europeo, come ad esempio quello lattiero caseario, la cui stabilità - con l’ingresso di prodotti a basso costo in grandi quantità – potrebbe essere minata.