BILANCIO UE 2018 - Non c'erano le condizioni per sostenere questo bilancio

Bruxelles, 30 novembre 2017.

Si è votato oggi in Plenaria a Bruxelles l’accordo di conciliazione sul bilancio dell’Unione Europea per l’anno 2018. Nonostante alcuni miglioramenti, mi sono astenuto sul voto finale, assieme alla delegazione del PD e al gruppo dei Socialisti e Democratici.

Sappiamo che il bilancio dell’UE è limitato a circa l’1% del PIL dell’Unione, ma anche entro questi limiti il Parlamento, su spinta del nostro gruppo, era riuscito a dare - nella sua posizione per i negoziati col Consiglio - una chiara indicazione di cambio di verso rispetto alle politiche perseguite durante la crisi. Si sono anche registrate alcuni esiti positivi nell’accordo finale: l’aumento di 54 milioni di Euro su Erasmus+, per esempio, o di 110 milioni di Euro su Orizzonte 2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione.

E tuttavia, a fronte di una richiesta da parte dei cittadini di “un’Europa che protegga” e si occupi direttamente di crescita e occupazione, rifugiati e migranti, sicurezza e difesa, e di dichiarazioni degli Stati membri a sostegno di questa visione, l’accordo finale non rispecchia in alcun modo questi impegni. Le linee di bilancio legate ad asilo e immigrazione, in particolare, languono, così come l’Iniziativa per l’occupazione giovanile.

Non c’erano, quindi, le condizioni per sostenere questo bilancio. Quello che serve, però, non è solo qualche centinaio di milioni di Euro in più nel bilancio annuale, ma un radicale ripensamento della sua struttura complessiva, da affrontare nella discussione sul quadro finanziario pluriennale che in Parlamento è già iniziata e proseguirà fino alla fine del mandato (giugno 2019).

Serve un bilancio europeo di dimensioni sufficienti per dare all’UE i mezzi delle proprie ambizioni. Per farlo, non è necessario pesare sulle finanze pubbliche nazionali. Al contrario, serve una decisione politica chiara per una riforma del sistema delle “risorse proprie”, che faccia per esempio pagare le tasse dovute alle grandi multinazionali del digitale, accompagnata da una decisa, unitaria lotta ad evasione ed elusione fiscale a livello europeo.

Il Parlamento è pronto. La palla passa ora a Consiglio e Commissione.