Il Corpo Europeo di Solidarietà sia il nuovo programma faro per i giovani dell??Unione

 

Durante la sessione plenaria di Marzo, il Parlamento ha dato il via libera all’avvio dei negoziati con il Consiglio e la Commissione per il lancio del Corpo Europeo di Solidarietà. Si tratta di un passo importante nella direzione di un vero servizio civile europeo. In una società purtroppo sempre più individualistica e competitiva, che ha portato al progressivo allentamento dei legami sociali e alla crisi inesorabile dell’impegno militante, puntare oggi sulla promozione tra i giovani della solidarietà quale esperienza positiva di vita è un vero e proprio investimento nell’educazione “non formale” e nel “capitale umano” dei nostri giovani che rappresenta il vero futuro dell’Europa. Solidarietà indica quel senso di responsabilità, di impegno concreto, che porta alla condivisione delle problematiche dell’altro per raggiungere un bene comune, caratterizzato dalla gratuità, cioè senza la considerazione di una possibile contropartita.

Con la proposta di dare vita ad un Servizio Europeo di Solidarietà e Volontariato, il Parlamento Europeo ha voluto dare importanza al volontariato come forma di cittadinanza attiva che si realizza all’interno di organizzazioni no-profit, dirette ai giovani tra i 18 e i 30 anni, a livello transnazionale. Questo nuovo strumento sarà l’ideale continuazione del Servizio del Volontariato Europeo, con l’obiettivo, tuttavia, di raggiungere una piattaforma sempre più estesa di ragazzi. Chiunque fosse interessato può già accedere al portale dedicato (https://europa.eu/youth/SoLidarity_it) e registrarsi. Il periodo di soggiorno all’estero può variare dai 2 fino ai 12 mesi. Sempre nel portale si possono inserire le associazioni con i loro progetti, che saranno selezionati dalla agenzie nazionali dei giovani.

Perché questo progetto ottenga il migliore risultato possibile, è importante che Servizio Europeo di Solidarietà e Volontariato sia accompagnato da risorse adeguate. Nella proposta della Commissione, il finanziamento proviene prevalentemente da Erasmus. Il Parlamento, invece, ha chiesto che le risorse per il nuovo Servizio siano principalmente fresche e provengano solo in minima parte dai fondi già stanziati per Erasmus. Questa sarà la posizione che terremo durante i negoziati con il Consiglio e la Commissione.