Tassare meno ma tassare tutti

Bruxelles, 21 marzo 2018

La Commissione europea ha proposto oggi una serie misure - di breve e lungo termine - tese a garantire che tutte le imprese, in particolare quelle che operano nei settori digitali, paghino una giusta quota di tasse nell’UE.

Le due distinte proposte legislative intendono istituire un’imposta temporanea da prelevare sui ricavi delle principali attività digitali, mentre si lavora - sul più lungo termine - a riformare le norme in materia di imposta sulle società, in modo che gli utili siano registrati nel luogo in cui le imprese hanno “un’interazione significative con gli utenti attraverso i canali digitali”, cioè dove gli utili vengono realizzati.

La fiscalità è tuttora competenza nazionale: le misure che saranno attuate necessitano dell’unanimità degli Stati membri nel Consiglio dei Ministri dell’UE.  

Sappiamo come alcuni recenti scandali fiscali abbiano portato alla luce la corsa al ribasso fiscale, anche nell’UE, quantificando - secondo alcune stime - in circa 50-70 miliardi di euro l'anno il mancato gettito per le finanze pubbliche. Chi ci guadagna sono soprattutto le grandi multinazionali del digitale (ma non solo), che sfruttano le differenze, asimmetrie e complicazioni esistenti nei sistemi fiscali degli Stati membri (oltre ad accordi ad hoc). Chi ci perde sono i cittadini: il mancato gettito si traduce in minori servizi per le persone e minori investimenti per crescita e occupazione.

Ferma restando la necessità di un’analisi più approfondita delle proposte legislative, le misure oggi proposte paiono andare nella direzione già auspicata dal Parlamento, portando alla luce e tassando gli utili realizzati dalle attività economico-digitali sul territorio UE, che al momento sfuggono alla regole fiscali tradizionali. Basti pensare che le imprese del digitale sostengono un tasso medio d’imposta sulle imprese del 9%, contro il 23% delle imprese ‘tradizionali.

La definizione dell’espressione ‘presenza digitale significativa’ è un passo importante nella direzione di un’equa tassazione europea per le imprese del digitale. L’imposta temporanea, inoltre, permetterà di frenare possibili salti di singoli Stati Membri, che disgregherebbero il Mercato Unico, permettendo - al contempo - di condurre una strategia coordinata a livello globale, attraverso l’OCSE, contrastando efficacemente l’elusione fiscale, che si attua oggi nella forma di pianificazione fiscale aggressiva. L’obiettivo, com’è chiaro nella proposta della Commissione, non è frenare l’innovazione, né indebolire le PMI; al contrario, ripristinare un campo da gioco equo, frenando le pratiche scorrette di alcuni grandi player del settore. Dette risorse, peraltro, potranno essere usate - se gli egoismi nazionali non prevarranno in Consiglio - anche come risorsa propria per finanziare il bilancio UE, e per liberare risorse, a livello nazionale, per misure di sostegno ai cittadini.