Rimettere le persone e la cultura al centro dei finanziamenti europei

Rimettere al centro le persone, i cittadini europei, anche già solo a partire dal titolo della rubrica di bilancio, è sicuramente un segnale importante da parte della Commissione. Oltre ad una necessaria maggiore chiarezza di quali siano le rubriche di spesa del bilancio europeo, il significato simbolico è chiaro: l’Europa si fa a partire dalle persone, dalle opportunità che vengono offerte ai nostri concittadini”, ha commentato l’eurodeputato PD Luigi Morgano da Strasburgo.

Anche se più contenuti di quanto annunciato dalla Commissione, l’aumento della dotazione di bilancio per due dei programmi più conosciuti e apprezzati è evidente: al netto degli effetti dell’inflazione, e detraendo la quota parte di finanziamenti che sarebbe stata destinata al Regno Unito se non ci fosse stata la Brexit, Erasmus+ registra un aumento di circa il 93% (da 14 a 26 miliardi di euro), ed Europa Creativa del 17% (da circa 1,4 a più di 1,6 miliardi di euro). Meno chiaro, purtroppo, quale sarà la dotazione di bilancio dell’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile, che verrebbe integrata nel Fondo sociale europeo ‘plus’. Il Parlamento ha cercato di tracciare una direzione più ambiziosa, ma le proposte di oggi sono una base negoziale soddisfacente.

Premesso che bisognerà valutare meglio i dettagli di ogni proposta, alcuni punti positivi possono già essere messi in evidenza. Per esempio, un focus particolare sull’accessibilità delle persone disabili al programma Erasmus, e più in generale il tentativo di aumentare l’importo delle borse per la mobilità giovanile. L’idea di un pass Interrail per tutti i diciottenni va anch’essa nella direzione di allargare la platea dei beneficiari di fondi Erasmus, oltre a chi è iscritto a percorsi di istruzione superiore ed universitaria. Apprezzo, infine, che la Commissione abbia - almeno in parte - accolto le raccomandazioni del Parlamento, prestando maggiore attenzione alle industrie culturali e creative. L’estensione della copertura settoriale (come la musica e l’industria del libro), il rafforzamento del focus sul patrimonio culturale, un’azione per la mobilità degli artisti, sono alcune delle proposte che avanzai nel 2016 come relatore, e che oggi sono parte del nuovo programma Europa creativa.