L'Europa deve imperativamente investire in cultura e creatività

l 2018 è l’Anno europeo del patrimonio culturale. Questa iniziativa, fortemente voluta dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Cultura, ha come obiettivo quello di valorizzare il contributo delle culture europee all’economia e società moderne e di promuovere la cultura come uno degli aspetti più prominenti della presenza internazionale dell’UE. Il Parlamento europeo e, in particolare la commissione CULT, ha voluto fortemente questa iniziativa, votata ad aprile 2017. La Commissione, da parte sua, ha sostenuto l’iniziativa. La presenza oggi dei presidenti Jean-Claude Juncker e Antonio Tajani alla conferenza di alto livello - intitolata “Patrimonio culturale in Europa: unire passato e futuro – conferma l’importanza per l’UE di promuovere il patrimonio culturale.

 

Sostenere e valorizzare il Patrimonio culturale deve essere una priorità per l’Unione, perché l’Europa che crea, che esprime la sua anima, la sua specificità attraverso il suo settore culturale e creativo, crea valore. Fondamentale, quindi, custodire e valorizzare il Patrimonio culturale europeo quale humus vitale, terreno fertile nel quale affondano le radici della creatività, ispirazione, fantasia, capacità di suscitare emozioni e di creare bellezza.

Dai settori più specificatamente culturali, che costituiscano l'ovvio nocciolo originario, come i musei e biblioteche, fino ai nuovi settori più specificatamente creativi, come la moda, il design e l’industria dell’alta gamma, che si basano su un input culturali, le ICC, a differenza di qualsiasi altro settore industriale, sono caratterizzate da uno specifico valore duale. Da un lato, sono motore di crescita e sviluppo per il loro indiscusso valore economico in termini di volume d’affari - all'incirca 509 miliardi di EUR di valore aggiunto per il PIL (5,3 % del VAL totale dell'UE) – e in termini di occupazione – oltre 12 milioni di lavoratori, ossia il 7,5 % della popolazione attiva dell'UE, con una partecipazione significativa di giovani tra i 15 e i 29 anni (19%). Dall’altro, le ICC sono anche importanti strumenti per preservare e promuovere il patrimonio culturale europeo, la ricchezza della sua diversità linguistica e culturale che si concretizza in “prodotti” con i quali veicolare e alimentare non solo la nostra comune identità europea, ma anche il soft power europeo.

La conferenza è quindi un momento importante per ribadire l’impegno comune delle istituzioni europee per la promozione e il sostegno al settore culturale e creativo e per fare il punto sulla strategia che l’Unione intende mettere in campo, a partire dal nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e dai programmi specifici come Europa Creativa e Horizon, che proprio in questi giorni hanno iniziato il loro iter legislativo al Parlamento europeo. In questo senso, come Relatore per il parere in commissione cultura sul 9° programma quadro della ricerca UE, sono lieto di constatare che all’interno del secondo pilastro “Sfide globali e competitività industriale” sia prevista una chiara azione per il sostegno e la salvaguardia del Patrimonio culturale. Certo, vista l’importanza e la varietà delle azioni previste, il budget di questo secondo pilastro andrebbe quanto meno raddoppiato e precisato che il patrimonio culturale europeo che abbiamo ereditato non debba essere solo custodito, ma proposto in modo dinamico, anche attraverso un linguaggio e tecniche nuove. Il mio auspicio è che questo 2018 Anno europeo del Patrimonio culturale sia non solo un importante momento celebrativo ma, soprattutto l’inizio di un nuovo radicale approccio: l’Europa deve investire in modo significativamente in cultura e creatività!